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Azzorre, le isole primordiali dell’Atlantico

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Tutti le conoscono per l’anticiclone ma in pochi sanno dove si trovano. Stiamo parlando delle Azzorre, nove isole di origine vulcanica sperdute nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico Settentrionale, a circa 930 miglia da Lisbona.

Azzorre Lagoa do Fogo
Lagoa do Fogo

Se quindi volete raggiungerle in barca direttamente dal Portogallo, Stato cui l’arcipelago appartiene, dovete essere armatori esperti e avvezzi a grandi traversate.

Se invece non ve la sentite di affrontare le impegnative acque oceaniche ma preferite navigare tra le Azzorre solo dopo essere atterrati all’aeroporto di Sao Miguel, l’isola più grande dove si effettuano la maggior parte degli scali aerei internazionali, ecco un itinerario che vi permetterà di scoprire via mare uno degli arcipelaghi più affascinanti del mondo.

Un vero e proprio paradiso naturalistico, una destinazione dal clima mite tutto l’anno, con alta pressione termica costante. Del resto, chi non ha mai sentito parlare dell’anticiclone delle Azzorre? Quanti però sanno indicarle con precisione sulla cartina?

Nove macchie verdi nel blu dell’oceano

Si salpa dal porto di Ponta Delgada, capoluogo dell’Isola di Sao Miguel, soprannominata dagli autoctoni “isola verde” per le grandi distese d’erba, i campi rigogliosi e le foreste tropicali che regalano un senso di pace e libertà.

azzorre -sao-miguel-ponta-delgadaIn questo scenario primordiale che caratterizza l’entroterra (da non perdere il famoso lago vulcanico Lagoa do Fogo), trova posto sulla costa la città di Ponta Delgada, cuore pulsante delle Azzorre dal punto di vista economico, politico e culturale.

Città cosmopolita e turisticamente vivace, offre uno splendido lungomare, ideale per una passeggiata rilassante prima di mollare gli ormeggi e fare rotta verso sud, destinazione Isola di Santa Maria, a circa 60 miglia.

Detta “yellow island” o “isola del sole”, Santa Maria è sicuramente una delle isole più suggestive dell’arcipelago portoghese, grazie alle sue spiagge da spot pubblicitario e le sue baie incantevoli, dove poter ancorare in tutta tranquillità.

Una tavolozza di colori galleggiante in cui il bianco delle casette, il verde della vegetazione, la sabbia dorata e il basalto delle pietre vulcaniche danno vita a un vero e proprio spettacolo della natura.

Risalendo verso nord e costeggiando il versante ovest di Sao Miguel per un totale di circa 186 miglia, approdiamo all’Isola di Terceira.

Così chiamata perché è la terza isola scoperta in ordine temporale, Terceira rappresenta un mix tra natura illibata e architettura urbana di grande originalità artistica, non a caso il centro storico della città di Angra do Heroísmo, capoluogo dell’isola, è Patrimonio Mondiale Unesco.

Flores Island
Flores Island

Chi arriva via mare può ormeggiare nella baia di Praia da Vitória, molto ampia ma protetta dal vento, punto di partenza privilegiato per gite in barca a vela o in gommone. Al largo, se siete fortunati, potreste avvistare delfini e balene che sguazzano liberamente nell’Atlantico.

Dall’isola di Terceira, in poco più di un’ora di navigazione, eccoci all’Isola di Sao Jorge, che dall’alto assume la forma di un dragone sdraiato sul mare. Qui i vasti prati verdi sfociano direttamente sull’oceano, interrotti solo da scogliere fatta di lava consolidata nei millenni.

Di fronte a Terceira sorge Pico, la seconda isola più grande dell’arcipelago e quella maggiormente vulcanica (per questo viene chiamata “isola grigia”), al centro della quale si eleva la Montanha do Pico che, con i suoi 2.350 metri, è il monte più alto non solo delle Azzorre ma anche di tutto il Portogallo.

Presso la cittadina costiera di Madalena vi sono numerosi siti per immersioni. Da visitare assolutamente la Grotta das Torres, tutta in lava.

Itinerari in barca: Azzorre, un viaggio nella natura più remota

A meno di 4 miglia c’è Faial, dove faggi e ortensie la fanno da padroni. E’ la più popolata delle Isole Azzorre. La cittadina di riferimento è Horta, con un attrezzatissimo marina protetto dalle correnti.

Destinazioni-Azzorre-HortaAttrazione naturalistica principale è il Vulcano di Capelinhos, uno dei pochi vulcani ancora attivi sulle Azzorre, la cui ultima eruzione risale al 1957.

A nord ci sono le altre tre isole dell’arcipelago. In quest’area le correnti atlantiche si fanno più vigorose, dunque il nostro invito è di intraprendere il viaggio solo in condizioni meteo favorevoli.

Azzorre Graciosa IslandL’Isola Graciosa è completamente pianeggiante e, tra le praterie lussureggianti, spuntano qua e là mulini a vento in pietra dai tetti rossi.

Ricca di fonti termali, Graciosa custodisce gelosamente la Furna do Enxofre, una galleria che conduce all’interno di una grossa caverna con un lago sotterraneo di acqua sulfurea. In quest’isola così pittoresca, il villaggio più particolare è Santa Cruz, dove si possono gustare ottimi piatti a base di pesce e frutti esotici.

L’Isola di Flores è molto piccola e la si può circumnavigare in un paio d’ore. Si può partire dall’Arco di Santa Cruz das Flores, passando per la Gruta dos Enxaréus e la Gruta do Galo, ed esplorare grotte e calette visibili solo via mare.

Nel cuore dell’isola, invece, fioccano le cascate Ribeira do Ferreiro, da contemplare con il naso all’insù. Flores viene definita “una piccola Irlanda” per il suo verde così florido e intenso.

Volcan-CapelinhosInfine sbarchiamo sull’Isola di Corvo. Minuscola e poco abitata, gli appassionati di trekking hanno imparato a conoscerla solo dal 2007, anno in cui l’isola è stata dichiarata dall’Unesco Riserva della Biosfera.

Dal monte Morra da Homens si apre un panorama spettacolare sul lago vulcanico che riempie il cratere. L’unico villaggio dell’isola è Vila do Corvo, che si trova nei pressi del porto da cui partono i collegamenti marittimi con Flores.

Tra gli itinerari in barca, l’arcipelago delle Azzorre rappresenta una meta di nicchia. Per questo ve la consigliamo vivamente: tornerete con la natura negli occhi e l’oceano nel cuore.

Superyachts.News è una pubblicazione del gruppo The International Yachting Media.

Superyachts news by The International Yachting Media

Rolex giraglia: A history of sailing – Il docufilm

Partecipare alla Rolex Giraglia è molto di più che prender parte ad una regata.

Rolex-Giraglia-crewLo sanno gli armatori che assiduamente, anno dopo anno, vogliono continuare a respirarne l’aria entusiasmante. Lo sanno gli equipaggi, che fanno letteralmente a gara per essere invitati a bordo delle molte imbarcazioni in gara. Lo sanno anche i professionisti della vela che mettono inevitabilmente “la regina del mediterraneo” in cima alla lista delle loro preferenze.

Luca D'AmbrosioQuando poi, come nel caso di quest’edizione, c’è vento e l’arrivo è a Monte Carlo, il fascino della Rolex Giraglia raggiunge vette altissime.

Emozioni e soddisfazioni che sono solitamente riservate ai partecipanti e che, solo in parte, pur con l’enorme spiegamento di forze mediatiche messo in campo dall’organizzazione, arrivano agli armatori e agli equipaggi che non vi hanno ancora preso parte.

E’ esattamente per questo motivo che The International Yachting Media ha deciso di realizzare un docufilm che, girato dall’interno della regata, riuscisse a restituire agli spettatori le immagini della competizione, direttamente dal suo interno.

Un docufilm capace di raccontare non solo le immagini, sempre spettacolari, della competizione ma anche in grado di riportare l’atmosfera del prepartenza a Saint Tropez, le emozioni degli equipaggi, la gioia dell’arrivo e la festa, spettacolare, di Monte Carlo.

The-International-Yachting-Media-rolex GiragliaUn docufilm che possa anche, attraverso le voci dei protagonisti, raccontare le nobili motivazioni che hanno portato alla nascita della Rolex Giraglia e l’impegno, sovrumano, dei circoli che assicurano un’organizzazione perfetta ad una delle regate più frequentate del mediterraneo.

La 67ma Rolex Giraglia ha infatti registrato il suo primato di partecipazioni. Ben 297 le barche a vela che vi hanno preso parte e vi assicuro, vederle partire tutte, di poppa, e nell’arco di una manciata di minuti, è un’emozione indescrivibile.

Emozione che, appena doppiato il capo di Saint-Tropez, è addirittura aumentata, alimentata dai trenta nodi di SW che hanno incorniciato una delle più belle boline della mia vita. A questa fantastica esperienza sono seguiti due bordi di lasco da 220 miglia totali, che nemmeno a pianificarli avrebbero potuto essere più perfetti.

L’arrivo a Monte Carlo, l’organizzazione impeccabile e lo spirito marinaro che gli equipaggi delle barche in quarta e quinta andana dimostrano, a qualsiasi ora del giorno e della notte, siglano con la parola “indimenticabile” la fine di un esperienza unica.

Esperienza che abbiamo voluto raccontarvi con le immagini di “A History of Sailing – Inside the Rolex Giraglia offshore race 2019” , il nostro reportage.

Buona visione .

A history of sailing

Inside the Rolex Giraglia offshore race

BLive Communication production

Si ringraziano:

Be1Sails – Millennium Technology Center
Rolex
Rolex Italia
Raymarine
Quick SPA
VennVind

Société Nautique de Saint-Tropez
Yacht Club de France
Yacht Club de Monaco
Yacht Club Italiano
Yacht Club Sanremo